📌 Horiz: a 23 anni, lo chef Olivier Lin rivoluziona la cucina cinese attorno al riso nel Marais
Posted January 15, 2026 by: Admin
Horiz: L’Emergenza Di Una Nuova Guardia Culinaria Nella Chinatown Storica
Nel cuore di rue Volta, in questo Marais un tempo culla della prima Chinatown parigina, un indirizzo scardina i codici da tre anni. Horiz si è imposto come una delle tavole più intriganti della capitale, rifiutando il folklore per affermare una visione libera e contemporanea della cucina cinese.
Al comando, due fratelli portano avanti questo ambizioso progetto. Olivier Lin, appena 23 anni, rivoluziona i fornelli con un approccio che definisce «ricreativo». Formatosi con Baptiste Day da Capitaine, questo giovane chef coniuga eredità familiare e savoir-faire francese in una cucina pensata per la condivisione. Suo fratello maggiore Alexandre orchestra l’insieme, dalla decorazione vegetale ai cocktail d’autore, creando un’esperienza globale dove ogni dettaglio racconta una storia.
Questa tavola incarna perfettamente questa nuova generazione che osa rivisitare la propria eredità culinaria con audacia e rispetto. Qui, niente ricette fissate nella tradizione, ma una libertà creativa assunta dove le tecniche moderne incontrano i sapori ancestrali. In tre anni, il duo Lin ha vinto la scommessa: trasformare un concetto culinario in una destinazione imperdibile, dimostrando che la cucina cinese contemporanea ha pieno diritto di cittadinanza nella scena bistronomica parigina.
Questo successo si basa innanzitutto sul talento precoce di uno chef che padroneggia già codici tecnici ed equilibri gustativi con una precisione sconcertante.
Olivier Lin, 23 Anni: Il Prodigio Che Reinventa La Cucina Cinese
A soli 23 anni, Olivier Lin dimostra una maestria tecnica che sfugge a molti chef esperti. Ogni piatto testimonia una precisione millimetrica: impanature croccanti di una finezza straordinaria, fritture leggere che non trattengono mai l’eccesso di grasso, cotture perfettamente calibrate. Il suo passaggio da Capitaine con Baptiste Day si legge in questo rigore francese applicato ai sapori cinesi.
Il giovane chef ha sviluppato una cucina che definisce «ricreativa», pensata per essere piluccata e condivisa. Le sue paste di riso della felicità, ispirate alle ricette del sud-est cinese, rivelano una sensibilità culinaria già molto affermata. Le melanzane marinate fondenti incarnano questo raro equilibrio tra tradizione familiare e interpretazione moderna. Anche lo spettacolo dei piatti flambé al saké davanti ai commensali traduce questa volontà di creare un’esperienza completa.
Dettaglio rivelatore del suo approccio: i suoi dessert sfuggono alla sovrabbondanza zuccherina per privilegiare l’eleganza e la sottigliezza, sempre costruiti attorno al riso come filo conduttore. Questa coerenza fino agli ultimi bocconi prova che il concetto di Horiz non è un semplice effetto di moda, ma una riflessione gastronomica compiuta.
Questa esigenza culinaria trova il suo naturale prolungamento in una visione globale dove il riso struttura l’intera esperienza, dal piatto al bicchiere.
Alexandre Lin: L’Architetto Di Un’Esperienza Globale Attorno Al Riso
Questa coerenza culinaria trova il suo architetto nella persona di Alexandre Lin, fratello maggiore e vero direttore d’orchestra dell’identità Horiz. Direttore del ristorante, ha concepito un luogo dove ogni dettaglio racconta una storia: decorazione vegetale che mescola modernità e sottili riferimenti alla cultura cinese, senza mai scivolare nel folklore decorativo.
Il suo terreno di gioco privilegiato resta il bar, dove ha sviluppato una carta di cocktail d’autore audace. Il riso diventa qui il filo conduttore di un’esplorazione mixologica inedita: alcol di riso, saké, baijiu e infusioni fatte in casa si uniscono in creazioni che prolungano l’esperienza culinaria con una coerenza notevole. I mocktail a base di kombucha di riso nero, elaborati con un produttore parigino, dimostrano che l’approccio creativo non sacrifica mai la qualità.
Anche la carta delle bevande alternative testimonia questa visione compiuta: birra di riso artigianale, vino della Camargue dalle note acidule. Alexandre Lin non si accontenta di gestire un ristorante, orchestra un’esperienza dove ogni elemento dialoga con gli altri, dal piatto al bicchiere.
Questa meticolosa attenzione ai dettagli crea un’atmosfera unica che supera la semplice proposta gastronomica per toccare l’esperienza sensoriale completa.
Una Tavola Che Coniuga Generosità, Precisione E Libertà Creativa
Questa esperienza sensoriale completa trova il suo compimento in una proposta culinaria che rifiuta i compromessi. Horiz seduce per la sua capacità di sorprendere senza mai rinunciare al piacere del gusto, incarnando questa nuova generazione di chef che osano rivisitare la propria eredità culinaria con rispetto e immaginazione.
La carta, volutamente ludica, invita all’esplorazione e alla condivisione in uno spirito di autentica convivialità. Ogni creazione resta ancorata a una forte identità pur concedendosi audaci interpretazioni moderne. Le paste di riso della felicità ispirate al sud-est della Cina affiancano melanzane marinate fondenti, testimoniando una sincera sensibilità culinaria che attinge tanto dalle ricette familiari quanto da una tecnica francese affermata.
Questa dualità struttura il DNA stesso del ristorante: l’atmosfera calorosa non esclude mai l’esigenza tecnica, la generosità delle porzioni dialoga con la precisione delle cotture, la libertà creativa poggia su basi solide. Anche i dessert, poco dolci ed eleganti, prolungano questa filosofia dove l’equilibrio prevale sull’ostentazione.
Al di là degli effetti flambé davanti ai commensali e delle impanature croccanti, è questa coerenza d’insieme che fa di Horiz molto più di un semplice indirizzo del Marais: una tavola che incarna il rinnovamento della bistronomia asiatica parigina.










