Questo è il genere di ricetta che nasce di martedì sera, quando il frigo inizia a sembrare un terreno abbandonato di fine estate. Un cetriolo dimenticato, un peperone un po’ moscio, due fette di fesa di tacchino — e in venti minuti, hai un piatto caldo in tavola. Senza fronzoli.

Ingredienti :
- Il cetriolo — Scegline uno ben sodo al tatto — se cede leggermente alla pressione, lascia perdere, rilascerà troppa acqua in cottura. Il trucco della sbucciatura parziale: togli una striscia sì e una no con il pelapatate, crea quell’effetto marmorizzato verde scuro e chiaro che è tanto bello quanto pratico — la buccia rimasta mantiene la consistenza.
- Il prosciutto di tacchino — Due fette spesse sono meglio di quattro sottili che finirebbero per sciogliersi e sparire. Tagliale a cubetti di circa due centimetri — abbastanza grandi da sentirli sotto i denti. Evita le versioni troppo affumicate che rischiano di coprire gli altri sapori.
- Il peperone — Giallo preferibilmente, perché è più dolce del rosso in cottura e contrasta meglio con il verde del cetriolo. Anche il rosso va benissimo. Il verde, invece, resta amaro — non ideale qui.
- Il timo fresco — Un vero rametto di timo fresco, non quello essiccato. La differenza all’olfatto è immediata — il fresco ha quel lato canforato, quasi di resina di pino, che si diffonde in tutta la padella appena tocca il calore. Se hai solo quello secco, usane la metà.


