Ci sono sere in cui il caffè è troppo, la tisana è troppo insipida e si cerca solo qualcosa di caldo che abbia un buon profumo. Questo latte di mandorla ai chiodi di garofano è esattamente questo. Dieci minuti, un pentolino e la cucina che profuma.

Nella tazza, il colore è avorio chiaro, leggermente ambrato se hai aggiunto il miele. La superficie è liscia, con quel piccolo velo di vapore che sale dolcemente. I chiodi hanno fatto il loro lavoro durante la cottura: hanno lasciato quell’odore caldo, quasi speziato, che ricorda un po’ il Natale ma in modo più discreto. Avvolgi le mani attorno alla tazza e senti il calore attraversare i palmi. È il tipo di bevanda che ti fa rallentare.
Perché amerete questa ricetta
Ingredienti nel dettaglio

Bastano quattro ingredienti: latte di mandorla, chiodi di garofano interi, miele e un pizzico di cannella per variare i piaceri.
- Latte di mandorla : Prendilo non zuccherato: le versioni zuccherate sovrastano completamente il gusto delicato dei chiodi di garofano. Evita i latti arricchiti di calcio che a volte lasciano un retrogusto minerale quando scaldi. Se non hai il latte di mandorla, vanno bene anche il latte d’avena o il latte vaccino intero.
- Chiodi di garofano interi : Interi, non in polvere. La polvere si disperde ovunque e dà un gusto troppo aggressivo, difficile da rimediare. Inizia con 2 chiodi se è la tua prima volta. Un chiodo vecchio profuma meno: se il tuo non ha quasi più aroma quando lo sfreghi tra le dita, è da sostituire.
- Miele : Aggiungilo dopo aver tolto il pentolino dal fuoco, mai durante la cottura: gli fa perdere le sue qualità e il gusto si appiattisce. Un miele dolce tipo acacia è più adatto di un miele di bosco che rischierebbe di dominare le spezie. Un cucchiaino basta e avanza.
Niente da preparare
Niente da tagliare. Niente da pesare. Prendi il tuo pentolino più piccolo, versa il latte di mandorla, aggiungi i chiodi. Si parte. Il trucco qui è non mettere il fuoco troppo alto: vogliamo un calore dolce, non un’ebollizione che farebbe schiumare il latte e perdere gli aromi per strada. Fuoco basso, punto.

I cinque minuti che contano
Il latte inizia a fremere. Non a bollire, a fremere, c’è differenza. Vedrai delle piccolissime bolle apparire sui bordi, ed è lì che arriva l’odore. Inizia con un profumo leggermente pepato, quasi medicinale, poi si addolcisce in qualcosa di più rotondo e caloroso. Lascia sobbollire da cinque a sette minuti mescolando una o due volte. Il latte prende una tonalità beige dorato molto leggera, come il fondo di una tazza di tè molto chiaro. È un buon segno.
Il passaggio finale
Spegni il fuoco, passa il latte attraverso un piccolo colino per recuperare i chiodi. Se vuoi il miele, questo è il momento. Mescola bene: la tazza si colora leggermente d’ambra. Bevilo caldo, non bollente, alla temperatura in cui puoi tenere la tazza senza fastidio. Il calore deve essere avvolgente, non aggressivo.

Consigli e trucchi
- Non superare i 3 chiodi per tazza: oltre, il gusto diventa invadente e leggermente acre. Se provi per la prima volta, inizia con 2 e regola la prossima volta.
- Puoi preparare una grande quantità di latte infuso in anticipo e conservarlo in frigo per due giorni. Riscalda dolcemente nel pentolino senza far ribollire.
- Un pizzico di cannella messo direttamente nella tazza al momento di servire aggiunge uno strato aromatico senza appesantire la bevanda.

Si può usare un latte diverso da quello di mandorla?
Sì, senza problemi. Il latte d’avena è un’ottima alternativa, con un gusto leggermente più dolce. Il latte vaccino intero funziona altrettanto bene e dà una bevanda più cremosa. Evita i latti molto scremati che tendono a diventare acquosi con il calore.
Perché usare i chiodi interi invece della polvere?
La polvere di chiodi di garofano si diffonde in modo incontrollato nel latte e dà un risultato spesso troppo forte, quasi aggressivo. I chiodi interi infondono progressivamente e puoi rimuoverli in qualsiasi momento per regolare l’intensità secondo il tuo gusto.
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